December 2025

Dai gladiatori ai professionisti: l’evoluzione delle scommesse sportive

dai gladiatori ai professionisti_ levoluzione delle scommesse sportive

L’uomo, fin dall’antichità, ha sempre cercato un modo per sfidare la sorte. E anche se le scommesse moderne si basano su transazioni economiche, la loro origine è profondamente diversa: un tempo non si puntava per arricchirsi, ma per decifrare il destino.

Dai rituali sacri ai primi giochi competitivi

I più antichi dadi a sei facce risalgono al 3000 a.C. in Mesopotamia e si presume che fossero strumenti di divinazione il cui lancio permetteva di scrutare il destino. Come sarebbe andato il prossimo raccolto? Come sarebbe andato il parto della moglie del capo del villaggio? Tutto questo, e molto altro, poteva essere letto nel lancio di un dado.

Il passo tra il lancio del dado per la divinazione e quello per il gioco è breve e fu compiuto dai greci, che scommettevano sui giochi olimpici. L’usanza fu prontamente importata dai romani, ai quali le scommesse erano però permesse solo in alcuni periodi dell’anno. I Ludi Circensi nel caso delle spensiones, ovvero le scommesse sulle corse dei carri e le lotte dei gladiatori; i Saturnali per i dadi e gli astragali.

Dall’Inghilterra del ’700 ai primi sistemi regolamentati

La modernità del betting arriva nel 1766 con la nascita dei bookmaker inglesi, che cominciano a offrire pronostici sulle corse dei cavalli. Un secolo più tardi, a Parigi, nacquero le prime betting pool. Antesignane dei montepremi condivisi, erano casse comuni alle quali contribuivano tutti i giocatori e il cui valore veniva poi spartito fra i vincitori.

Tutto ciò si sviluppò in un contesto ancora grigio e non regolamentato, dove i debiti di gioco erano un affare di onore, non legale. Solo a fine ’800 e inizio ’900 i governi europei tentarono le prime normalizzazioni. Nel 1942, in Italia, arrivò finalmente un primo quadro normativo: da cui nacque poi il Totocalcio, che sancì la legalità delle scommesse sul calcio.

L’online cambia tutto

Con l’avvento di Internet tra fine anni ’90 e primi anni 2000, il settore ha vissuto la trasformazione più radicale della sua storia. Le scommesse non erano più un’attività legata a un luogo fisico: bastava una connessione per accedere a quote, statistiche e pronostici da qualsiasi parte del mondo.

Oggi, ad esempio, informazioni un tempo riservate agli addetti ai lavori – come i guadagni dei giocatori di Serie B – sono disponibili in pochi secondi. Questi dati sono diventati parte integrante del modo in cui gli appassionati analizzano le partite, valutano gli equilibri di squadra e perfino interpretano le quote degli operatori.

Ma la digitalizzazione ha portato anche rischi: operatori non autorizzati, frodi, mancanza di tutela dei giocatori. Per questo molti Paesi, Italia compresa, hanno introdotto normative specifiche per il gioco a distanza, con sistemi di concessioni, controlli dell’ADM e strumenti per il gioco responsabile.

Dai gladiatori ai professionisti: il ruolo dei compensi nello sport moderno

Se nell’antichità si puntava sul coraggio di un gladiatore o sulla velocità di un auriga, oggi le scommesse si intrecciano con dinamiche molto più complesse. Lo sport professionistico è un sistema economico globale, dove gli stipendi degli atleti influenzano il valore di mercato delle squadre, le aspettative sulle loro prestazioni e – di riflesso – le analisi degli scommettitori.

Non è un caso che i compensi dei giocatori professionisti siano sempre più oggetto di trasparenza e dibattito. Conoscere quanto guadagna un atleta significa capire il suo peso nel progetto tecnico, il suo ruolo e perfino la pressione competitiva che può influenzarne il rendimento.

Un settore in continua evoluzione

Dai rituali mesopotamici alle app mobili, il mondo delle scommesse è cambiato con la stessa velocità dello sport. Oggi la sfida è coniugare innovazione e sicurezza: un settore moderno, ma regolato; globale, ma consapevole; appassionante, ma responsabile.


Scudetto 2025-2026: le quote e i favoriti

scudetto 2025 2026 le quote e i favoriti

La stagione di Serie A 2025-26 si preannuncia testa a testa: la corsa allo Scudetto vede diverse squadre con chance concrete, e i mercati scommesse lo confermano.

Attualmente, secondo il palinsesto del bookmaker Bwin, le quote per la vittoria del campionato mostrano un gruppo ristretto di favorite. Bwin indica come principali contendenti: Inter Milan a quota 2.00, seguita da AC Milan e SSC Napoli, entrambe a quota 4.00; un gradino più indietro, la AS Roma è data a 8.00, mentre la Juventus si trova a quota 21.00.

Queste cifre dipingono un quadro in cui l’Inter è considerata la favorita – investendo 1 euro sul suo successo si otterrebbero circa 2 euro totali in caso di vittoria – ma la distanza da Milan e Napoli non è enorme.

La sensazione che queste squadre siano col fiato sul collo all’Inter è confermata anche da modelli previsionali come quello dell’Opta Predictor: la probabilità di una vittoria nerazzurra è di circa il 38,11%, mentre il Napoli – pur avendo perso un po’ di credito rispetto a inizio stagione – resta nella rosa di pretendenti seri, con probabilità attorno al 15-16%.

Interpretare le quote

Le quote sono numeri e, come tali, vanno contestualizzati.

Il 2.00 per l’Inter la rende la favorita “di mercato”: il consenso degli scommettitori suggerisce fiducia nella sua rosa e nel rendimento.

Milan e Napoli si identificano invece come “outsider di lusso”: non tra le prime assolute, ma con chance concrete, soprattutto se riusciranno a evitare alti e bassi e a gestire bene la stagione.

Un outsider più realistico è invece la Roma, con quota 8.00 – non favorita, ma capace di sorprendere se troverà continuità e magari benefici dalle difficoltà delle rivali.

La Juventus, con quota piuttosto alta (21.00), è oggi considerata con minori probabilità: non è esclusa, ma deve fare molto più di quello che finora ha mostrato per tornare tra le vere contender.

In aggiunta, il modello dell’Opta – che utilizza dati su rendimento, calendario, rosa e risultati – suggerisce che la distanza reale tra l’Inter e le inseguitrici non è schiacciante, rendendo questa edizione del campionato particolarmente imprevedibile.

Una visione molto superficiale

Nonostante i pronostici e le quote, il valore delle scommesse ha limiti importanti come strumento di previsione:

Non tiene conto di imprevisti: infortuni, squalifiche, flessioni di rendimento possono ribaltare i rapporti di forza. Una squadra coi favori del pronostico può trovarsi in difficoltà se perde una pedina importante.

È una fotografia istantanea: le quote riflettono lo stato del momento. Cambiamenti durante la stagione – mercato di riparazione, scelte tattiche, condizione mentale – possono alterare drasticamente le probabilità.

Non considerano appieno impegni europei e accavallamenti di calendario: chi gioca in coppe può soffrire in campionato, un fattore che non sempre viene scontato nei modelli previsionali.

Quindi, anche se l’Inter parte come favorita “di carta”, non è detto che finisca con lo Scudetto in bacheca.

Cosa significa per la corsa allo Scudetto

Alla luce delle quote e delle analisi:

La lotta sarà molto ristretta: poche squadre con reali chance – Inter, Napoli, Milan, Roma, e forse Juventus se trova continuità – e poca margine di errore.

L’Inter parte favorita, ma con la consapevolezza che non basta: servirà stabilità, gestione degli infortuni e una stagione senza cali.

Milan e Napoli dovranno puntare su regolarità e sfruttare ogni indecisione delle altre

Roma si conferma un outsider credibile: se saprà rimanere concentrata e sfruttare gli errori degli avversari, può inserirsi con forza nella lotta.

Per la Juventus vale lo scenario “aspettare un crollo delle favorite”: ha davanti un percorso in salita, ma non è da escludere a priori.

Nessun vero favorito

L’Inter si presenta dunque come la favorita allo Scudetto nel campionato 2025-26 di Serie A, ma il suo dominio non è schiacciante.

Per chi ama seguire il campionato: le scommesse e le quote offrono un utile “termometro del mercato”. Ma per capire davvero chi potrà alzare lo Scudetto servirà guardare con attenzione non solo i numeri, ma anche come le squadre reagiranno alle difficoltà, come gestiranno la rosa e come reggeranno la pressione della stagione.